Nelle prossime puntate della soap opera “Io sono Farah”, si preannuncia un evento drammatico di straordinaria crudeltà . Il protagonista, il piccolo Kerim, si troverà coinvolto in una manipolazione psicologica orchestrata dallo zio Mahmud, una figura autoritaria che farà il suo ingresso nella vita di Behnam e della sua famiglia. Mahmud, con la sua personalità patriarcale, non esiterà a sfruttare la fragilità del bambino per instillargli un senso di colpa inaccettabile, facendo gravare su di lui pesanti accuse nei confronti della madre.
La crudeltà di Mahmud e l’innocenza di Kerim
Durante il tentativo di Mahmud di “educare” Kerim, lo trascinerà nel suo studio, immergendolo nell’interpretazione di versetti del Corano. La manipolazione raggiungerà il culmine quando Mahmud insinuando che la malattia del bambino sia il risultato di un peccato materno, riuscirà a trasformare l’amore e la protezione materna in una fonte di colpa. Kerim, già vulnerabile, si troverà confuso e angosciato, cercando di comprendere come possa la sua madre, figura che dovrebbe rappresentare amore e calore, diventare la causa delle sue sofferenze.
Un’atmosfera di controllo e paura
La situazione di Kerim diventa sempre più drammatica, mentre Akbar, testimone involontario della manipolazione, si rende conto della gravità della situazione e tenta di intervenire. Tuttavia, la potenza autoritaria di Mahmud non lascia spazio per la pietà ; la richiesta di Akbar viene respinta con prepotenza e Kerim viene invitato a rimanere isolato, caricandolo di ulteriori responsabilità . Questo inquietante quadro mette in evidenza la fragilità emotiva di Kerim, costretto a portare un peso troppo grande per la sua giovane età , mentre la sua madre, agli occhi del bambino, si trasforma nell’artefice di ogni male. La narrazione si dipana tra manipolazioni e conflitti interiori, promettendo ai telespettatori un’immersione in un dramma avvincente e profondo.





