Le trame avvincenti di “Io sono Farah” si stanno dirigendo verso un conflitto familiare di proporzioni epiche. Behnam, un padre autoritario e manipolatore, scoprirà con grande sconcerto di essere stato ingannato riguardo al finto trapianto di midollo di Kerim. La sua furia si sfogherà sulla propria famiglia, ma ciò che sorprenderà tutti sarà l’eroismo inaspettato del giovane Kerim. Già consapevole delle oscure verità sulla natura del padre, il piccolo non esiterà a nascondere la nonna per proteggerla dalla deportazione, affrontando Behnam con coraggio e determinazione. “Ti ho mentito perché ti odio, sei un uomo malvagio,” proclama Kerim, risoluto a svelare la vera essenza del genitore.
È solo in un secondo momento che Behnam realizzerà che dietro a tutto ciò c’è una messa in scena orchestrata da Farah, la madre di Kerim, che ha scoperto la verità sul trapianto e sulla donatrice: Gulsima, la nonna. Nel momento in cui il piano di Farah si concretizza e Gulsima giunge in Turchia, Behnam, infuriato per il raggiro, tenterà di rispedirla in Iran, ignorando che il piccolo Kerim ha già tracciato un piano per salvare la nonna. Con un cuore forte e saldo, il bambino nasconderà la donna nell’ospedale, consapevole che la malvagità del padre rappresenta una minaccia costante. “Devi stare qui, altrimenti papà ti farà nuovamente del male,” dirà Kerim, mettendo in luce il suo coraggio e l’amore incondizionato per la famiglia. L’inevitabile scontro tra Behnam e Kerim sarà carico di tensione; quando Behnam accusa il figlio di aver mentito, Kerim risponde con una verità straziante: “Lo abbiamo fatto perché sei un papà cattivo.” Un dramma familiare che si intreccia con segreti e verità dolorose, promettendo colpi di scena emozionanti che terranno i telespettatori incollati allo schermo.





